Contenuti per adulti
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Sono nata timida e timida ci sono rimasta.
Crescendo ho capito che l’ironia aiuta.
Cazzo se aiuta.
Copre bene. Come il correttore.
Solo che non è waterproof.
La timidezza è forte anche quando pubblico un testo.
Parte la tachicardia, l’ansia, il sudore freddo selettivo.
Questa parte la gestisco.
Non gestisco la parte due: quando arrivano i commenti.
È lì che crollo.
Non per quello che c’è scritto.
Non per il contenuto.
È l’idea che qualcuno mi abbia letto
e io non so chi sia.
Mi prende tutto: schiena, pancia, sudorazione feroce, balbuzie.
Poi mi faccio coraggio.
Leggo le prime tre parole
e mi costruisco un film intero.
Mi aspetto di tutto.
Temo il peggio.
Nel frattempo non sto ferma.
Mi guardo intorno e cerco un posto nell’armadio dove rifugiarmi.
Sono tutta rossa.
E nell’armadio ci vado davvero.
Mi ci infilo dentro.
Chiudo.
Silenzio.
Tra una giacca e una camicia
trovo finalmente qualcuno che non mi chiede niente.
Sta lì con me.
Seduto.
Fuori continuano le notifiche, i commenti, la vita.
Io resto lì.
Senza considerare che sono in pigiama, a casa, da sola, seduta davanti a un pc.
La fine del commento non la leggo sempre subito.
La leggo dopo. A freddo.
Magari dopo una doccia calda
che mi toglie il rossore dal viso
e mi ridà sembianze umane.
E poi il commento dice:
“Bel testo.”
Io nel frattempo avevo già fatto testamento.
Con firme, testimoni e divisione dei beni emotivi.
E lasciato tutto
al primo che non mi scrive più.